INTO THE BADLANDS – Quando i ninja invadono Via col Vento

“Un livido al giorno toglie il medico di torno.” (proverbio Orco)

In Breve

In un futuro non troppo lontano coabitano abiti in pelle e arti marziali, duelli all’arma bianca e Harley Davidson modificate, sicari col borsalino e shuriken a forma di farfalla. Poteva essere un succosissimo action-trash che avrebbe scaldato col sangue il nostro inverno…peccato si prenda troppo sul serio.

Ofut e Rossuk internet

 

Nel Dettaglio

Io e mio fratello, in quanto orchi, veneriamo da sempre il nobile sport di prendersi a craniate nelle gengive, un pratica salutare che assicura vita lunga, salute di ferro e numerosi calli ossei. Per questa ragione non potevamo esimerci, nel nome dell’antica razza, dall’urlare il nostro giubilo e il nostro biasimo per “Into the Badlands”, la nuova serie targata AMC.

Terra, da qualche parte nel solito futuro apocalittico. La madre di tutte le guerre ha distrutto la civiltà così come la conoscevamo lasciando integre, dopo il suo passaggio, solo le vecchie case patronali americane. Nelle “Terre Cattive” grattaceli, strade e ponti sono stati spazzati via, ma i villoni bianchi in stile schiavista della Luisiana proliferano come neanche le coste abusive siciliane. Praticamente ogni personaggio di un certo rilievo vive nella sua dimora sudista, tirata a lucido e con tanto di mobilio a tema “Old Missisipi”. E ci sono pure le piantagioni. Non di cotone, ma ci sono.

- Into the Badlands _ Season 1, Epsiode 1 - Photo Credit: Patti Perret/AMC

Ecco ciò che ci aspetta dopo l’apocalisse

Su questo set riciclato da “Via col Vento”, si muovono scagnozzi in pelle nera armati di katana al soldo di quattro baroni, quattro signori feudali che si sono spartiti le Badlands e mantengono l’equilibrio vessando la povera gente ognuno in maniera diversa.
Praticamente il mondo di KenShiro, solo che qui l’eroe cazzutissimo è un cinese in motocicletta ed è il braccio destro del barone crudele (Ragnarotti per gli amici). Niente buoni, quindi, solo cattivi. I cattivi e basta (di cui fa parte il protagonista), i cattivi stronzi, i cattivi folli e cattivi stilosi.

Poi ci sono i nomadi, i cattivi stupidi, banditi straccioni che servono solo come carne da cannone per far livellare i personaggi principali.

Esiste anche una trama in questa serie: una città perduta, un ragazzino in cerca della madre, intrighi di potere, ecc…ma non ne parleremo.

Perchè?

Perchè è proprio ciò che a nostro parere affossa la bellezza trash-endente di Into the Badlands. I personaggi sono talmente saturi di tamarraggine che solo una storia sopra le righe poteva non farli figurare. Un po’ come se si cercasse di dare un senso compiuto al plot di “Street Fighters”. Come puoi far quadrare un bramino indiano sputa fuoco e un lottatore di sumo/missile umano che si prendono a ceffoni su una porta-aerei? Non puoi.

Il cast di Into the Badlands è un po’ così, a partire dal protagonista Sunny, cinese vestito come il prescelto di matrix che gira in motocicletta (un favoloso Daniel Wu, sogno di ogni orchessa da quando ha interpretato Gul’Dan nel film di Warcraft).
Si prosegue poi con la Vedova (con la maiuscola), combatte come una ninja pettinata dal visagista di Hunger Games: ha una berlina bianca da gangster movie e i suoi tirapiedi portano il borsalino in testa.
Per finire con la vera star dello show (a nostra unanime opinione). Il barone crudele, il re dell’oppio, mister Ragnarotti. Ribattezzato così perché sembra il Ragnar di Vickings imbolsito ma veste come Pavarotti alle esibizioni: pantaloni di velluto, camicia bianca e fascia alta di seta alla vita. Per non farsi mancare nulla in battaglia aggiunge al completo spallaci in bambù da antica armatura giapponese e spadone dentato.

quinn

Purtroppo non si vede la fascia di seta sulla pancia

Con dei cavalli di razza del genere i pavidi sceneggiatori, invece che premere il piede sull’acceleratore dell’azione come se non ci fosse un domani, cercano profondità di intreccio.
Il risultato?
Le lotte di potere sono scopiazzate male da Game of Throne, le facce degli attori esprimono sentimenti come i  moai dell’isola di Pasqua, i dialoghi sfiorano il livello di Centovetrine.
Un’occasione mancata. Poteva essere una stella cometa che nel freddo cielo dell’inverno ci avrebbe guidato fuori dalle feste a suon di arti marziali e invece si spegne come una stella cadente, lasciandoci solo il desiderio di un cambio di rotta nei prossimi episodi.

BENVENUTI NEL CONTINENTE

Questo che vedete è il Continente.

Un posto come un’altro, nè meglio, nè peggio.

Un posto incredibilmente incasinato quando ci vivi dentro.

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Facciamoci un giro.

Prima tappa

SACRO UMANO IMPERO

Dalle ceneri della Guerra con l’Abisso è stato fondato L’Impero, l’insieme di tutti i regni umani sotto un unico governo. Purtroppo gli umani non sono in grado di restarsene tranquilli per molto, quindi questo territorio è un’insieme di città che mal si sopportano tra loro.

Sacro umano impero

Tre sono le regioni che compongono l’impero.

La Goldrena: territorio centrale sole dell’Impero. Ospita Goldrea, la città dorata, la capitale, sede della Forgia degli eroi, dell’Alba Colonna e della Bianca Imperatrice. Immense distese di campi, dolci colline, gente allegra appassionata di buon vino. I giudici albini cavalcano senza sosta per portare la giustizia. I bardi non smettono mai di cantare nella Goldrena.

La Mildrena: territorio meridionale con capoluogo Mildrea la Santa, che ospita il tempio ospitaliero della Globocupola, abitazione dell’Altopadre del culto della Sacra Reliquia. In queste terre sono po’ fissati con la religione, ma la magia medica raggiunge livelli che il resto del Continente si sogna. Senza contare che Port vigor è il maggiore snodo marittimo commerciale.

Il Vanalan: Prima della guerra questo era territorio degli orchi, ora la regione del nord è un insieme di città indipendenti e spesso in disputa tra loro. La capitale, Ord Gallat, vanta il Palazzo di Ossa, costruito dentro lo scheletro di un drago. Il freddo rende questa gente burbera e scontrosa. Le Truppe Corazzate Potenziate (TCP) sono il loro oroglio.

 

Seconda Tappa

LA VECCHIA DENTIERA

vecchia dentiera

E’ così che i clan nanici chiamano affettuosamente la catena montuosa sotto cui hanno costruito la loro confederazione. Tutto lì sotto ha a che fare con l’etrazione del metallo: le strade sono ex gallerie, le città ottenute da miniere esaurite. La capitale, Casca Magmatica, è una gigantesca forgia che sfrutta una corrente vulcanica sotterranea. Gli appassionati dell’industria metallifera chiamano questo posto paradiso. Il resto del Continente ci va per la birra.

 

Terza Tappa

IL PER’ELL’ION

per'ell'ion

Un tempo il bosco della repubblica elfica si estendeva per tutto il lato orientale del Continente, poi c’è stata la gerra con l’Abisso. Ora fuori dalle città ranch solitari allevano branchi di alberi, sfruttando le conoscenze di magia agricola di cui gli elfi conservano gelosamente i segreti. In città invece vive la vecchia borghesia nobiliare, con il suo rigido codice di comportamento. Nella capitale Lon’de’lon è conservato il Nonno Frondoso, una pianta di migliaia di anni grande quanto il palazzo del governo. La vita alla maniera delgi elfi, sempre in sella e immersa nel verde, attira ogni anno migliaia di turisti.

 

Quarta Tappa

ARCIPELAGO DELLE BARCHE PERSE

arcipelago

Il commercio marittimo alimenta il Continente, ma dove ci sono barche mercantili c’è la pirateria. I peggiori soggetti di ogni razza che abbiano mai solcato i mari costieri hanno trovato rifugio nel labirinto di scogli offerto dall’arcipelago. Il Porto del Crocevia fornisce appoggio per qualunque equipaggio pirata, mettendo a disposizione rifornimenti, alcool o una notte di piacere. La Marina Imperiale evita queste acque, sopprattutto da quando i filibustieri hanno capito come arruolare dei maghi “caccia tempeste”.

 

Abrami Pippo

ritratto pippo

VECCHIO BLOG, NUOVA VITA

Quasi un anno di silenzio.

Un anno senza notizie o spiegazioni.

Un anno che termina adesso con un importante annuncio.

PENDRAGAR ha trovato un EDITORE!

Vaporteppa, collana specializzata della Tombolini Edizioni, ha creduto in Glimmerio e soci, per cui pubblicherà in digitale per intero il progetto legato al Continente.

E   “PER INTERO”  significa molto molto molto più di ciò che avete visto fin’ora.

Se tutto va bene nei primi mesi del 2015 comincerà l’avventura, con cinque racconti lunghi incentrati volta per volta su uno dei cinque personaggi principali.

Perciò si parte (anzi…si riparte).

Immagine post 1

Per farvi godere il panorama userò questo blog come piccola guida turistica con cui vi calerò nel mondo che andremo a vivere.

Spero farete buon viaggio.

 

Pippo Abrami

ritratto pippo